(…) Non conosco Jack Kerouac. Nemmeno il Beat, la Beat Generation, i suoi autori e la loro storia. Niente. Non conosco nessuno. Però conosco Boris Savoldelli, Federico Troncatti e Andrea Bellicini. Loro mi informano su tutto, e mi parlano del Beat, di San Francisco e del fatto che in Mexico City Blues ci sono poesie che puoi “cantare” su una qualsiasi base di Blues, o di Jazz. Non mi va di contraddirli, non ho mai creduto a nessuna delle fregnacce che raccontano, ma quando vengono messi in discussione diventano antipatici, più di quello che già sono. (…)

Alessandro Ducoli


DEGENERATION BEAT

Brother K è un progetto che nasce dall’idea di utilizzare gli stilemi propri della scrittura «musicale» di Jack Kerouac, e più in generale della Beat Generation, per proporre un tentativo attuale di spontaneous prose. Tra gli obiettivi dell’autore statunitense, oltre al significato lirico, c’era infatti anche un nuovo stile di sintassi fortemente legato ad una certa «musicalità» della lettura. Degeneration Beat è un tentativo filologicamente scorretto di trasportare il mood della «scrittura jazz» di Kerouac, così fortemente vivo e americano, nella realtà della provincia dell’Italia del Nord di inizio 2000. Quattordici canzoni accompagnano un ipotetico Kerouac che, ritrovatosi nella Brescia moderna, in una notte di vorticosi eventi si aggira alla ricerca del Beat che gli è sempre appartenuto. Il risultato finale…?


BROTHER K

I Brother K sono: Alessandro Ducoli (lettere), Boris Savoldelli (voci), Federico Troncatti (note), Andrea Bellicini (suoni), Andrey Kutov (ordine). Un cantautore, un cantante, un compositore di musica contemporanea, un bassista di musica underground e un pianista e arrangiatore: cosa possono avere in comune cinque elementi così diversi per poter funzionare come una cosa sola? Il Beat… In comune hanno messo anche la grande passione per la tradizione musicale americana: i songwriters, il jazz, il funk, il rock, l’underground, la sperimentazione della Grande Mela e gli immensi spazi delle american routes. Fernanda Pivano, indiscussa portavoce della letteratura americana del dopoguerra, e Mark Murphy, icona mondiale del canto jazz, hanno coordinato l’approccio lirico e musicale al progetto e accompagnato i Brother K nelle rarissime occasioni in cui venne proposto. Oggi, a distanza di quasi 14 anni dalla sua prima stesura, viene riproposto in una versione completamente rimasterizzata che aggiunge ulteriore dinamica ai suoni e alle parole che contiene.

LE TRACCE

Le tracce musicali sono state raccolte in un CD che verrà presentato ufficialmente al pubblico Sabato 7 settembre alle ore 22.00 con un concerto che si terrà nel cortile di Palazzo Broletto e che vedrà la partecipazione di Boris Savoldelli (voce e loop), Umberto Petrin (pianoforte) e Alessandro Ducoli (voce narrante). L’album sarà disponibile anche in una versione in 2 vinili con bonus tracks e booklet di 16 pagine. La versione in 2 vinili è un’edizione limitata che verrà stampata solo in 500 copie numerate , per le quali è gradita la pre-ordinazione. Le donazioni ricevute saranno interamente devolute alla copertura economica del progetto in una sorta di finanziamento partecipato.


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